Nella notte accordo a Bruxelles dei leader Ue sul meccanismo anti spread per i Paesi virtuosi. Monti: "Per ora non lo useremo". Partono
bene i mercati sulla scia dell'intesa Ue: Piazza Affari avvia le contrattazioni a +3,08. Crolla lo spread Btp-Bund sotto i 410 punti.
Bene anche Madrid: +3,17%.
BRUXELLES (BELGIO) - L'Eurozona avrà un meccanismo per stabilizzare i mercati e soprattutto calmierare i tassi di interesse dei Paesi virtuosi. Dopo un estenuante negoziato, sbloccato grazie alla minaccia di un veto di Italia e Spagna sull'intero pacchetto di misure del Summit Ue - ivi incluso il piano crescita da 120 miliardi - Mario Monti strappa quello da mesi chiede ai partner europei, piegando le resistenze di Angela Merkel: uno scudo anti-spread che tuttavia, precisa il premier, proprio l'Italia non intende per il momento utilizzare.
EUROPA FESTEGGIA ACCORDO, SPREAD IN CALO. Hanno reagito bene, almeno in fase dia vvio, i mercati europei. Milano ha iniziato le contrattazioni con l'indice Ftse Mib a +3,08%. Lo spread tra i titoli decennali italiani e il bund tedesco scende sotto i 410 punti base, il livello più basso da oltre un mese. Il differenziale è a 409,8 punti base, con rendimento al 5,756%. Apertura in forte rialzo anche per la Borsa di Madrid, che guadagna oltre il 4% spinta dall'accordo raggiunto nella notte. L'indice ibex 35 avanza del 4,12% a 6.998,7 punti, grazie soprattutto ai titoli bancari (Santander guadagna il 6,35% e bbva il 6,89%). In mattinata anche le Borse asiatiche hanno festeggiato l'accordo: Tokyo chiude a +1,5%. Parigi guadagna il 3,04% ed è vivace anche Francoforte (+2,57%). Londra guadagna l'1,70%, Amsterdam il 2,20%, Stoccolma il 2,12%, Zurigo l'1,23%. Gli acquisti sono concentrati sul comparto bancario, con l'indice di riferimento Dj Stoxx in progresso del 3,50%. caixa sale del 7,54%, Bnp Paribas del 7,12%, Socgen guadagna il 6,3%.
ACCORDO IMPLEMENTATO ENTRO 9 LUGLIO. Il premier Monti ha affermato che l'accordo sui meccanismi di stabilizzazione dei mercati per abbassare lo spread dei paesi virtuosi "sarà implementato dall'Eurogruppo a brevissimo termine, entro il 9 luglio". L'intesa, raggiunta alle prime luci dell'alba dai capi di Stato e di governo della zona euro, affida infatti, un mandato all'Eurogruppo del 9 luglio a definire i dettagli del meccanismo che attraverso il Fondo salva-Stati (l'attuale Efsf e il futuro Esm) dovrà tenere a bada i tassi di interessi dei paesi 'virtuosi'. Un successo per l'Italia, visto che l'intesa non prevede l'arrivo della Troika (Bce, Ue, e Fmi) e la conseguente messa sotto tutela per il Paese che chiede la protezione dello scudo. Ma la semplice firma di un ''memorandum di intesa'', spiega Monti, che li impegnerà a ''continuare ad adempiere alle condizioni alle quali già adempiono''. Anche se, almeno per ora, non è stato deciso se e di quanto aumentare le risorse del Fondo anti-spread.
ASSE MONTI-RAJOY. L'accordo è frutto di una tattica diplomatica senza precedenti: Monti, affiancato da Rajoy, minaccia di bloccare l'intero Vertice fino a quando non sarà loro concesso quanto chiedono, nonostante gli sherpa dell'Eurogruppo abbiano appena messo sul tavolo dei leader una bozza di meccanismo che sembra andare incontro alle richieste italiane. Evidentemente il professore teme che a livello di capi di Stato e di governo tornino i veti: e così, insieme a Madrid, minaccia di bloccare tutto. Del resto hanno interessi convergenti: entrambi vogliono abbassare la febbre dello spread ed entrambi sono d'accordo nel chiedere che le banche spagnole siano ricapitalizzate direttamente e che l'Esm non abbia piu' lo status di creditore privilegiato, che fa fuggire gli altri investitori. Inoltre, bloccando il varo del pacchetto crescita da 120 miliardi, spingono la Francia di Francois Hollande - che si è intestata il piano - a premere ancor di più su una Angela Merkel. Che non a caso fonti tedesche descrivono ''irritatissima'' con lo spagnolo, ma soprattutto con l'italiano. La strategia funziona alla perfezione. Il pressing congiunto di Roma-Madrid-Parigi su Berlino inizia durante la cena di lavoro. Poi il formato passa a 17, quando a negoziare rimangono solo i paesi della zona euro. E' il segnale che si vuole chiudere.
LE TRATTATIVE. Intorno alle 2 e mezza di notte, le posizioni si avvicinano. Ma stavolta e' l'Italia a frenare: il mandato all'Eurogruppo non e' abbastanza dettagliato. E cosi' si prosegue in una lunga e difficile trattativa. Alla fine Monti la spunta e all'alba incontra la stampa soddisfatto: ''E' stato molto utile perche' abbiamo deliberato misure soddisfacenti per la stabilita' dell'euro'', afferma. Un'intesa ''molto positiva'' per Eurolandia e per l'Europa, aggiunge, anche perche' sul fronte crescita si afferma il ''ruolo molto importante riconosciuto agli investimenti pubblici, la forte valorizzazione del mercato unico'' e anche un accenno agli eurobond. Riconosce le difficolta' del negoziato: ''C'è stato un momento molto difficile'' quando l'Italia ''ha impedito l'approvazione seduta stante del patto per la crescita''. Ma alla fine di un ''processo duro il risultato e' stato buono''. Insiste particolarmente sullo scudo anti-spread, da lui fortemente voluto: anche perche' l'intesa sara' ''implementata a brevissimo termine, entro il 9 luglio''. Inoltre, e il premier ci tiene a sottolinearlo, ''l'Italia ha proposto queste misure, ma non abbiamo in questo momento l'intenzione di avvalercene''. La speranza e' che, anche se non ci sono per ora decisioni sull'aumento delle risorse del Fondo (pur se l'idea di attribuirgli la licenza bancaria è ancora in campo), lo ''sblocco mentale'' riesca ad impedire che vi siano un venerdi' o un lunedi' nero sui mercati. L'ultimo pensiero va alla Nazionale che, un po' come lui, ha piegato i tedeschi agli Europei: ''Sono felice e orgoglioso'', dice il professore che annuncia la sua presenza alla finalissima di Kiev.
BORSE. La Borsa di Tokyo, dopo le perdite d'avvio, gira in positivo con la svolta sul 'piano anti-spread' delineatosi nei negoziati tra i leader del Consiglio europeo, fino a terminare gli scambi in progresso dell'1,50%. L'indice Nikkei, dopo un massimo infraday a 9.044,04 (intorno a +2%), si mantiene sopra i 9.000 punti per la prima volta da maggio, fino ad attestarsi a quota 9.006,78, grazie anche al contestuale rallentamento dello yen contro dollaro ed euro.
SPREAD. Nelle prime contrattazioni, dopo le conclusioni del vertice di Bruxelles, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti crolla a 427 punti, dopo aver chiuso ieri a 470 punti. Il tasso del decennale è sotto il 6% a 5,92%. Il differenziale tra Bonos e Bund scende a 523 punti, giù di circa 20 punti, con un rendimento del 6,85%..
venerdì, 29 giugno 2012-Tg1