I conti in tasca al festival di Sanremo tra spettatori paganti e imbucati

 

Faccio i conti in tasca allo spettatore tipo che era presente all'Ariston. Per un biglietto in platea nella serata conclusiva servono 660 Gianni Morandi3euro, 180 per le altre quattro serate. Fanno la bellezza di 1380 euro a testa. A questa spesa si vanno ad aggiungere almeno cinque notti in albergo e chi si può permettere quella cifra per lo spettacolo

non può certamente andare in una pensione monostella: altri mille euro a testa. 

Chi va a Sanremo certamente non può resistere alla tentazione di fare una puntatina al Casinò, dove è probabilissimo uscire alleggeriti di qualche migliaio di euro, quando va bene. I conti sono presto fatti e almeno cinquemila euro in una settimana se ne vanno come niente fosse. Sapere quali erano i redditi (e le professioni) di questi personaggi che possono permettersi spese simili probabilmente avrebbe portato sorprese molto più interessanti rispetto a quelle che si sono avute perdendo tempo a controllare gli scontrini nei negozi. 

Paolo Allegri


Caro lettore, giriamo all'agenzia delle entrate e alla Guardia di Finanza le sue argute considerazioni e i suoi dettagliati calcoli. Purtroppo ho però un timore: che gli spettatori paganti a Sanremo non siano moltissimi, mentre numerosi sono certamente gli ospiti, gli amici di, gli invitati da, gli imbucati a vario titolo. Del resto il festival di Sanremo è, a modo suo, una fotografia dell'Italia. Nel bene come nel male.

Martedì 21 Febbraio 2012 - 13:32- Il Gazzeettino